Un altro brutto colpo al nostro destino societario.
Come un fulmine a ciel sereno è arrivata dal Centro Africa la notizia che il nostro Amico e allenatore Luca ha perso la vita in un rapimento e un attentato sui luoghi del suo lavoro.
Sinceramente mancano le parole giuste per descrivere l’immensa tristezza che questo tragico evento lascia nei nostri cuori.
Ricorderemo Luca in tutte le sue sfaccettature propositive e nella grande generosità e altruismo che dimostrava allorquando (lavoro permettendolo) si trovava a casa sua, a Solduno.
A tutta la sua Famiglia l’abbraccio commosso della VIRTUS Locarno
RIP caro Amico Luca, sarai per sempre nei nostri cuori!
….non dimentico mai che la mitica amata Virtus mi ha accompagnato per più di metà della mia vita e soprattutto lo ha fatto negli anni che forse contano di più durante l’evoluzione di una persoma, Se sono quello che sono ora, il carattere e la personalità che mi ritrovo, lo devo in parte anche a te, cara Virtus!
Un GRANDE GRAZIE, Luca Maggini
Caro Luca, trovarci qui oggi a salutarti è qualcosa che nessuno di noi avrebbe mai potuto immaginare.
Parlare di te al passato ci sembra surreale, inconcepibile e profondamente ingiusto. È così doloroso e straziante da toglierci il respiro. Ci riesce ancora impossibile accettare che la tua vita, così ricca di progetti, interessi e affetti, sia stata spezzata in modo tanto assurdo e crudele, mentre svolgevi con passione il lavoro che amavi.
In questo momento mi faccio portavoce di una moltitudine di persone che ti hanno voluto bene e che, in un momento o nell’altro della loro vita, hanno condiviso con te un tratto del cammino.
Per alcuni è stato un tragitto più breve, ma intenso e carico di emozioni. Per altri è stato un percorso lungo decenni, iniziato quando le candeline sulla torta di compleanno si potevano ancora contare sulle dita di una mano.
In ciascuno di noi hai lasciato un segno indelebile.
La tua positività, il desiderio inesauribile di conoscere, di sapere, di scoprire e di comprendere le cose erano contagiosi. Sapevi trasmettere questa tua passione a chiunque avesse la fortuna di conoscerti e di trascorrere del tempo insieme a te.
La tua, però, non era una curiosità superficiale. Non ti bastava fermarti alle apparenze o accettare una spiegazione soltanto perché sembrava plausibile. Sentivi il bisogno di approfondire, verificare, confrontare e comprendere fino in fondo il perché delle cose.
In questa ricerca mettevi tutta la tua determinazione e, talvolta, anche una certa cocciutaggine. Quando qualcosa ti interessava davvero, difficilmente ti lasciavi scoraggiare: continuavi a fare domande, a cercare risposte e a difendere con convinzione ciò in cui credevi.
Come quella volta in cui ti chiedemmo se saresti stato in grado di fare una perizia idrogeologica per la cascina ai monti. Rispondesti subito di sì. Ti informasti, approfondisti ciò che era necessario e, in poco tempo, facesti anche la formazione che ti avrebbe permesso di assumerti la responsabilità di firmarla.
Era proprio questo il tuo modo di affrontare le difficoltà: un ostacolo non era un motivo per fermarsi, ma qualcosa da capire e, se possibile, da superare. Anche da questo tuo modo di essere abbiamo molto da imparare.
Anche il tempo, per te, era qualcosa di prezioso, da vivere pienamente. Non amavi lasciarlo scorrere vuoto, ma cercavi di riempirlo di persone, di incontri, di esperienze e di passioni.
Quando rientravi in Ticino dopo alcune settimane di lavoro trascorse in giro per il mondo, in Africa, in Brasile o in altri luoghi lontani, il tuo primo desiderio era naturalmente quello di dedicarti alla tua famiglia. Ma cercavi anche di ritrovare gli amici e tutte le persone alle quali tenevi.
Organizzavi il tuo tempo libero quasi con la stessa meticolosità con cui affrontavi il lavoro: cercavi di far combaciare visite, allenamenti, uscite, appuntamenti e momenti di svago, lasciando pochissimi spazi vuoti nelle tue giornate. Volevi esserci per tutti, non perdere nessuna occasione e recuperare, quasi condensandolo in pochi giorni, il tempo trascorso lontano.
A volte, però, gli impegni diventavano più numerosi delle ore disponibili. Ed eri costretto a rinunciare a qualcosa all’ultimo momento oppure arrivavi in ritardo, magari con il sorriso di chi sapeva di avere preteso, ancora una volta, troppo da una sola giornata.
Anche questo raccontava qualcosa di te: il desiderio sincero di non sottrarre tempo alle persone che amavi, di vivere ogni occasione e di rendere pieno ogni momento della tua vita.
In questi giorni i ricordi ci travolgono. Sono infiniti e appartengono agli ambiti più diversi della tua esistenza: la tua bellissima famiglia, l’infanzia e la scuola, l’atletica leggera con la Virtus, i lavori estivi da studente in Ticino e nella Svizzera francese, gli studi, le uscite in moto, le giornate sugli sci, i viaggi, le serate trascorse insieme, le cantate, le escursioni e le sgambate sulle creste delle montagne e molto altro ancora.
Sono momenti preziosi che continueranno ad me accompagnarci e che custodiremo per sempre nei nostri cuori.
Il tuo ricordo rimarrà profondo e duraturo, proprio come le rocce e i minerali che conoscevi così bene, che ti affascinavano fin da ragazzo e che, con passione e determinazione, avevi trasformato nella tua professione.
Il vuoto che ci lasci è immenso. Proveremo, per quanto possibile, a colmarlo con i ricordi che ci hanno uniti nel tempo.
Qualcuno tra noi ripenserà ai giorni trascorsi da bambini a Sonogno, ad esplorare le piccole cavità sotto le rocce, sperando di trovare qualche prezioso tesoro nascosto.
Qualcun altro ricorderà gli anni delle scuole elementari e le sere a Camperio, quando, per la gioia dei nostri maestri, giocavamo a fare i fantasmi avvolti nei sacchi a pelo. Proprio quei ricordi avevano ripreso vita alla fine di gennaio di quest’anno, quando, dopo quarant’anni, eravamo riusciti a ritrovarci con molti dei nostri compagni delle elementari e con i nostri docenti di allora. Rivedendo fotografie inedite della scuola montana del settembre 1984, avevamo rivissuto insieme momenti ed emozioni che il tempo non era riuscito a cancellare.
Oggi quell’incontro assume per noi un valore ancora più grande: senza saperlo, ci era stata regalata un’ultima occasione per tornare insieme, almeno per una sera, ad essere quei bambini di allora.
Tra i ricordi rivedremo le settimane trascorse a raccogliere tabacco a Corcelles, alloggiando in una roulotte e ascoltando i Def Leppard e i Guns N’ Roses. Che levatacce, quanta fatica, ma anche quante emozioni, risate e momenti indimenticabili vissuti insieme nel poco tempo libero. Tempo libero che diventava subito occasione per nuove sfide, come le nostre gare di velocità sul toboga di Payerne, dove cercavi di cogliere ogni dettaglio tecnico, ogni traiettoria e ogni posizione possibile per riuscire a guadagnare velocità nelle curve dello scivolo d’acqua.
Come dimenticare i primi campi di allenamento in Engadina con la SAM Massagno, guidati dal tuo mitico zio Tuli, quando per la Virtus eravamo ancora troppo giovani per poter partecipare al campo estivo.
Ricorderemo le infinite gare affrontate insieme con quella maglia della Virtus portata con orgoglio, le sfide combattute fino all’ultimo metro e fino all’ultima goccia di energia. E poi le staffette, conquistate con impegno e vissute con una responsabilità particolare: quel semplice testimone di alluminio che passava di mano in mano, capace in pochi istanti di decidere una gara, ma anche di rappresentare la fiducia e il legame tra compagni.
Ripenseremo alle stenuanti ripetute del lunedì sera del Gabri, agli inconfondibili riscaldamenti del Guggi e alle indicazioni tecniche del Peo, del Lajo e del Siro. Alcuni di loro, purtroppo, non sono più con noi, e ci piace immaginare che abbiano accolto il loro giovane atleta e amico con lo stesso affetto di allora.
E lo sport, per te, non si fermava certo alla pista di atletica. La voglia di provare, imparare e misurarti con qualcosa di nuovo ti accompagnava ovunque: eri diventato persino un vero virtuoso della capoeira e, quasi a dimostrare che per te non esistevano esperienze troppo lontane l’una dall’altra, avevi trovato il modo di far parte anche di equipaggi di bob. Discipline diversissime, eppure entrambe perfettamente in sintonia con quella tua energia, quella curiosità e quel gusto per la sfida che ti hanno sempre contraddistinto.
Ricorderemo le serate a Lej Marsch, a St. Moritz, trascorse cantando accompagnati dalla chitarra, accanto al fuoco acceso e alla griglia assieme agli amici del GAD Dongio.
Le giornate estive durante gli studi liceali, quando lavoravi come canneggiatore e percorrevi angoli del Ticino per rilevare punti geodetici insieme all’ingegner Roos e ad Adrian, guadagnandoti con impegno i primi soldi.
E poi i mesi trascorsi all’Alpe del Lago Matögn, in fondo alla valle Agarina. Un luogo appartato, tra montagne e rocce, dove lavorasti alla tua tesi di diploma in geologia.
Le tue prime esperienze lavorative da neolaureato al Brennero, immerso nel cuore delle montagne tirolesi.
Come non pensare agli indimenticabili momenti vissuti a Poço Redondo, in Brasile, durante il tuo servizio civile per la Caritas: un’esperienza che raccontava molto della tua apertura verso gli altri e del tuo desiderio di conoscere il mondo fino in fondo.
Molti di noi ricorderanno le tue lunghe mail-lettere in cui raccontavi le tue avventure e condividevi le esperienze vissute nei diversi luoghi del mondo in cui ti trovavi. Ci facevi sentire lì con te. E tra tutto ciò che quei viaggi ti hanno donato, il regalo più prezioso è stato certamente l’incontro con la tua cara Janete.
Qualcuno rivivrà le indimenticabili giornate sugli sci a Ovronnaz e a Rona, oppure le “sgambate” sulle montagne della tua cara Verzasca, alcune delle quali, come quella al “Madom Gröss”, raggiunte già in tenera età in compagnia del cugino Silvio e del tuo caro papà Silvano.
E poi i tanti viaggi, le uscite la sera, il tifo per il nostro Ambrì, le cantate, le escursioni su e giù per le nostre valli, in parete o lungo le creste, talvolta legati insieme in cordata. Una corda che allora ci univa semplicemente nel cammino e che oggi assume, inevitabilmente, un significato ancora più profondo. In cordata ciascuno affida qualcosa di sé a chi gli sta accanto; in certi momenti, gli affida letteralmente la propria vita. E noi sapevamo che quella corda tu non l’avresti mai lasciata andare. L’avresti tenuta fino all’ultimo, con tutta la forza che avevi, perché questo era il tuo modo di vivere l’amicizia, la responsabilità e la fiducia verso chi condivideva il cammino con te.
Forse anche per questo oggi sentiamo ancora più forte quanto immenso sia il valore della vita e quanto preziosi siano i legami che costruiamo lungo il nostro cammino.
La montagna era proprio nel tuo cuore, e non era mancata nemmeno il giorno del tuo matrimonio, che si era concluso ammirando il tramonto dal Pizzo Sassariente, con lo Champagne che avevi portato fin lassù.
E quanti altri ricordi, custoditi come gemme preziose da ciascuno di noi, potremmo aggiungere.
Episodi grandi e piccoli, viaggi, avventure, fatiche, risate, discussioni, gesti di amicizia e momenti apparentemente semplici che oggi acquistano un valore immenso.
Ognuno potrebbe raccontare un Luca diverso, perché tanti sono stati i luoghi, gli interessi e le esperienze che hanno attraversato la tua vita. Eppure, in ogni racconto, ritroviamo la stessa persona: curiosa, appassionata, disponibile, autentica, determinata, capace di entusiasmare e di farsi voler bene.
Tutti questi ricordi, riuniti insieme, formano il ritratto più vero di ciò che sei stato per noi.
Caro Luca, non sappiamo ancora come riusciremo ad abituarci alla tua assenza. Ci mancheranno la tua voce, il tuo sorriso, la tua energia, il tuo entusiasmo e quel modo tutto tuo di affrontare la vita e di lasciarti sorprendere dal mondo.
Ci mancheranno le tue domande, il tuo desiderio di capire, la tenacia con cui cercavi di arrivare fino in fondo alle cose. Ci mancherà anche quella tua abitudine di riempire le giornate fino all’ultimo minuto, nel tentativo di non rinunciare a nessuna delle persone e delle passioni che rendevano così ricca la tua vita.
Ma sappiamo che continuerai a vivere nelle persone che hai amato: in Janete, Gabriel e Matteo, nella tua cara mamma Daniela, nella tua affezionatissima sorella Elena, in Eric e nei tuoi nipoti. Continuerai a vivere nella tua famiglia, che proprio in queste difficilissime settimane ha mostrato una straordinaria unità e una forza profonda, negli amici, nei luoghi che hai attraversato e in tutto ciò che hai saputo trasmetterci.
Noi continueremo a cercarti nei sentieri di montagna, nelle piste di atletica, nelle rocce che raccontano la storia della Terra, nelle canzoni ascoltate insieme e in quei momenti in cui, improvvisamente, una foto unita ad un ricordo ci farà sorridere con gli occhi lucidi.
Grazie, Luca, per tutto ciò che sei stato.
Grazie per il cammino condiviso, per le emozioni, per l’amicizia e per il bene che ci hai lasciato.
Ciao Luca, ciao caro amico!
